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Banca Widiba: ecco l’avatar che aiuta il cf e “aggiusta” il portafoglio | WeWealth

Banca Widiba: ecco l’avatar che aiuta il cf e “aggiusta” il portafoglio

Rita Annunziata
2.3.2023
Tempo di lettura: 3'
Banca Widiba lancia la “consulenza programmata”, una nuova funzionalità digitale della piattaforma di advisory che consente di predefinire nel tempo le strategie d’investimento

Con la nuova funzionalità di “consulenza programmata” il cliente può pianificare con il consulente l’evoluzione del portafoglio preimpostando specifiche condizioni, per esempio a fronte di un cambiamento di mercato o al raggiungimento di soglie prestabilite

Provenza: “C’è un avatar all’interno della piattaforma, una sorta di aiutante virtuale che fornisce al consulente tutte le informazioni di cui ha bisogno. E interviene anche nell’esecuzione degli ordini”

Banca Widiba lancia un nuovo servizio di “consulenza programmata”, che consente al cliente di impostare con il proprio consulente una strategia di costruzione e aggiustamento - automatizzato - del portafoglio nel tempo a fronte per esempio di un cambiamento di mercato o al raggiungimento di soglie prestabilite. Abbiamo intercettato Luigi Provenza, chief commercial officer investment & wealth management della banca digitale del gruppo Montepaschi, per scoprire le funzionalità digitali della piattaforma WISE. E quali sono gli altri servizi pronti a essere sbloccati entro la fine dell’anno.


Cosa deve offrire una piattaforma di consulenza oggi?

Secondo noi una piattaforma di consulenza deve offrire al consulente - e di riflesso al cliente finale - una serie di agevolazioni, opportunità, vantaggi, che solo la tecnologia può garantire. Deve essere parte del consulente, una specie di esoscheletro che lo accompagna nel percorso di erogazione della consulenza, senza mai ostacolarlo, prevedendo al suo interno una suite domotica in grado di svolgere tutte quelle operazioni che in maniera semplice e veloce gli consentano di svolgere il suo lavoro al meglio e dedicarsi un po’ di più alla relazione, evitando di preoccuparsi di aspetti amministrativi e burocratici. La nostra piattaforma WISE offre tutto questo, permettendo al consulente di seguire il cliente non solo nella fase di onboarding ma durante l’intero ciclo di vita, mostrandogli come entra all’interno dei nostri sistemi, come esegue la prima allocazione di portafoglio, come continuamente interagisce con la banca anche utilizzando canali differenti. In questo modo, il cf ha sempre una visione completa del proprio cliente e può intervenire per migliorare il suo rapporto con la banca.


Qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale in questo processo?

L’intelligenza artificiale viene utilizzata per fornire risposte al consulente. C’è un avatar all’interno della piattaforma, una sorta di aiutante virtuale che, nel momento in cui il cf si trova di fronte a una funzionalità che non conosce, gli consente di interagire con un bot che gli fornisce tutte le informazioni di cui ha bisogno. E lo stiamo utilizzando anche per la parte di esecuzione degli ordini. Un tempo il consulente doveva inserire la proposta di consulenza, inserire l’ordine di vendita, aspettare che sul conto del cliente venisse accreditato l’importo dell’ordine e infine inserire l’ordine di acquisito. Noi tutto questo lo abbiamo automatizzato. Una volta inviata la proposta di consulenza e una volta che il cliente ha accettato, c’è un motore di esecuzione che si preoccupa di verificare costantemente il conto del cliente e far partire automaticamente l’ordine di acquisto.


Anche i clienti possono accedere alla piattaforma?

È una sorta di specchio. Il consulente si trova nella “cucina” del nostro ristorante, mentre il cliente si trova all’interno della sala. Vede cosa succede nella cucina, ma non può intervenire direttamente. Non mettiamo a disposizione del cliente finale un robo advisor dove può fare tutto in autonomia, ma gli chiediamo sempre di affidarsi a un consulente finanziario partendo dal concetto che l’attività di gestione del risparmio è un’attività complessa.


Come avviene la raccolta delle informazioni relative al cliente?

Raccogliamo in fase di apertura di rapporti un primo set informativo. Poi ci sono una serie di informazioni che possono essere inserite nel sistema direttamente dal cliente o dal consulente e altre che non vengono fornite dal cliente ma arricchite analizzando il suo comportamento effettivo.


Ci sono altri servizi che intendete sbloccare a breve?

Entro la fine dell’anno intendiamo continuare a sviluppare questo motore introducendo delle condizioni di protezione dell’andamento dei costi, impostando per esempio delle regole secondo le quali qualora l’andamento del portafoglio dovesse scendere sotto un determinato valore o salire sopra un determinato valore, in automatico vengano avviati degli ordini di acquisto o di vendita. Inoltre, ci piacerebbe impostare delle regole che consentano di ripetere la stessa operazione ogni mese e di duplicarla, per esempio, qualora un determinato indice predefinito (come l’Msci World) dovesse perdere il 5% nell’arco del mese precedente. In altre parole, procedere sempre di più verso quel percorso di eliminazione della fase di emotività della consulenza ed esecuzione pedissequa di un piano precedentemente definito in team tra consulente e cliente.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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