Eurovita, avanza la "terza via" per il salvataggio

Alberto Battaglia
16.6.2023
Tempo di lettura: 3'
Perde quota l'idea dello spezzatino immediato, così come la ricapitalizzazione diretta di Eurovita: per guadagnare tempo le 5 big assicurative puntano a una newco

La prospettiva della costituzione di una newco, in alternativa a un aumento di capitale eseguito alla pari dalle big 5 sull'attuale Eurovita (ipotesi che era stata prospettata nell'incontro dell'Ivass con le associazioni) non offrirebbe un guadagno di tempo, secondo quanto ha affermato a We Wealth il presidente di Adiconsum Lombardia, Carlo Piarulli

La fuga dalle polizze potrebbe essere più blanda se, come prospettato fino a qualche giorno fa, le polizze Eurovita venissero rispettivamente ridenominate come prodotti delle varie compagnie che, nel frattempo, avranno acquisito un pezzo della società finita in crisi

Le ultime divergenze sulla natura dello “spezzatino” di Eurovita, rimaste fra le cinque big destinate ad acquisire la compagnia in amministrazione straordinaria, potrebbero essere superate percorrendo una strada diversa rispetto a quella finora immaginata per il salvataggio: costituire una newco. Una società di nuova costituzione, dunque, con partecipazione paritetica al capitale delle big 5 (Poste Vita, Intesa Vita, Generali, Unipol e Allianz) destinata a diventare una soluzione ponte, per velocizzare i tempi del salvataggio. L'indiscrezione, riferita da Carlo Festa sul Sole 24 Ore, è che di questo piano si sia “parlato negli ultimi giorni” fra “i vertici delle compagnie coinvolte”, e che si “attende che prenda concretamente forma”.   


Il termine per il blocco ai riscatti delle polizze scade il 30 giugno, ma le associazioni dei consumatori, in una delle ultime interlocuzioni con l'amministratore straordinario, Alessandro Santoliquido, avrebbero già anticipato che lo stop dell'Ivass si estenderà molto probabilmente per almeno un altro mese. Ancora non ci sono state comunicazioni ufficiali in merito, benché manchino meno di due settimane alla scadenza attualmente prefissata.


Cosa cambia con la newco

La prospettiva della costituzione di una newco, in alternativa a un aumento di capitale eseguito alla pari dalle big 5 sull'attuale Eurovita (ipotesi che era stata prospettata nell'incontro dell'Ivass con le associazioni) non offrirebbe un guadagno di tempo, secondo quanto ha affermato a We Wealth il presidente di Adiconsum Lombardia, Carlo Piarulli. Il timore di una soluzione che preveda di iniettare direttamente nuovo capitale su Eurovita, ha ricostruito Piarulli, è che le ondate di riscatti sulle polizze potrebbero verificarsi in modo assai più massiccio, in quanto la vecchia Eurovita rimarrebbe formalmente in piedi. Le perdite collegate ai riscatti, però, a quel punto colpirebbero anche i nuovi azionisti, le cinque compagnie “salvatrici” entrate nel capitale. 

Scoraggiare i riscatti con un brand forte

La fuga dalle polizze potrebbe essere più blanda se, come prospettato fino a qualche giorno fa, le polizze Eurovita venissero rispettivamente ridenominate come prodotti delle varie compagnie che, nel frattempo, avranno acquisito un pezzo della società finita in crisi. La forza dei brand Poste Vita, Intesa Vita, Generali, Unipol e Allianz potrebbe in qualche modo comunicare una maggiore solidità nella ex clientela di Eurovita e disinnescare la corsa al riscatto che, altrimenti, si prevede con certezza


“In questo senso, non vedo il vantaggio offerto da una newco”, ha affermato Piarulli suggerendo che questa soluzione faccia guadagnare relativamente poco tempo e non offra la rassicurazione di essere passati a un grande brand, per i sottoscrittori delle polizze Eurovita. In ogni caso, una volta trovata una soluzione per terminare l'esperienza della compagnia portata in crisi dal fondo Cinven, sarà importante far passare il messaggio che, nelle nuove condizioni, i risparmi dei sottoscrittori delle polizze non sono più a rischio e che potrebbe non essere ragionevole chiedere il riscatto. Lo ricordiamo, le obbligazioni sottostanti alle polizze di ramo I si trovano in perdita a causa dell'aumento dei tassi d'interesse avvenuto nell'ultimo anno; di conseguenza, tali perdite attualmente  non realizzate potrebbero diventare effettive nel caso di riscatti di massa – con la differenza che le conseguenze negative ricadrebbero in modo diluito sui principali attori assicurativi, anziché su una singola compagnia con relativamente poche riserve.  


La previsione già annunciata da Adiconsum, sul fatto che i riscatti non potranno essere liquidati prima di settembre, anche in caso di newco, non cambia. 

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Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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