Imprese: 4 storie di successo sulla blockchain (1 in finanza)

Rita Annunziata
20.6.2023
Tempo di lettura: 3'
La blockchain può trasformarsi in una leva strategica per le imprese, dalla finanza all’agroalimentare fino ai servizi professionali di consulenza. Ecco 4 esempi virtuosi

Comandini: “Le imprese che si sono avvalse della tecnologia della blockchain, raggiungendo risultati significativi, si registrano non solo nel settore del fintech ma anche in quello della food technology passando per il ramo bancario e assicurativo”

SIAchain si avvale oggi di circa 580 nodi dislocati sul territorio europeo al fine di fornire servizi blockchain a 55 banche nei processi di riconciliazione delle scritture contabili sui conti reciproci e di gestione dei sospesi

La blockchain può trasformarsi in una vera e propria leva strategica in azienda, specie in quei settori che si trovano ad amministrare enormi flussi di dati. Sebbene i primi impieghi conosciuti della tecnologia si siano concretizzati nel campo delle cripto-attività, continuano a emergere nuove applicazioni industriali, dalla catena di approvvigionamento alla protezione della proprietà intellettuale fino alle risorse umane. Un fenomeno che interessa aree anche profondamente diverse tra loro, dalla finanza alla sanità, dall’agroalimentare all’arte, che vedono nella blockchain un viatico di trasparenza, sicurezza e tracciabilità dei prodotti e delle transazioni. Ne abbiamo parlato con Gian Luca Comandini, direttore della The blockchain management school, la prima scuola italiana di alta specializzazione promossa dalla fondazione Ateneo impresa | The future school e dedicata ai professionisti del futuro. Individuando 3 storie di successo (+1 in finanza) di blockchain applicata alle imprese.


“La blockchain può diventare una vera leva strategica in tutti quei settori dove è necessario gestire un grosso flusso di dati, ma non solo”, racconta Comandini. “Può essere molto utile nei settori dove c’è tanta intermediazione fiduciaria, come quello assicurativo, sanitario o economico, tutti campi dove ad oggi l’amministrazione dei dati è delegata agli esseri umani con tutti gli errori che ne possono derivare, in buona fede e cattiva fede. Pensiamo poi ai servizi professionali di consulenza come il commercialista, l’avvocato e il notaio, tutti ambiti nei quali sarà possibile utilizzare la tecnologia blockchain per velocizzare e automatizzare i processi”, spiega. 


Le applicazioni della blockchain in azienda

Le possibili applicazioni della blockchain in azienda sono molteplici, insomma. “Sicuramente tutto quello che riguarda la trasparenza logistica come l’automazione per le spedizioni o per la gestione di informazioni in aziende che si occupano di grandi spedizioni (questo sta già succedendo in Asia)”, cita a titolo esemplificativo Comandini. “O nelle aziende in cui deve essere tracciata e controllata una filiera di provenienza, come nel settore agroalimentare, dove è necessario verificare con esattezza da dove viene una determinata materia prima o come è stata lavorata, o nel campo della produzione in serie dove dobbiamo rintracciare ogni singolo pezzo del prodotto finale”.


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3 storie di successo (+1 in finanza) sulla blockchain

Le imprese che si sono avvalse della tecnologia della blockchain, raggiungendo risultati significativi, si registrano non solo nel settore del fintech ma anche in quello della food technology passando per il ramo bancario e assicurativo, continua Comandini. “Tra i casi di studio che meritano di essere menzionati possiamo far riferimento - per rimanere in tema bancario - all’impresa SIAchain, che si avvale oggi di circa 580 nodi dislocati sul territorio europeo al fine di rendere servizi blockchain a 55 banche nei processi di riconciliazione delle scritture contabili sui conti reciproci e di gestione dei sospesi”. Quanto invece alla filiera certificata, sono tre gli esempi virtuosi citati dall’esperto: Barilla, Carrefour e Walmart. 


Barilla ha avviato con Ibm Italia una sperimentazione in cui è coinvolto un singolo produttore di basilico per seguire e tracciare passo dopo passo come avviene la crescita delle piantine: dalla semina fino alla raccolta per proseguire con la consegna al trasportatore fino allo stabilimento Barilla, dove il basilico è pronto ad essere trasformato in pesto”, ricorda Comandini. Carrefour ha invece deciso di adottare la blockchain per aiutare i clienti a informarsi sulla provenienza e sulla storia del prodotto che stanno acquistando e, dopo la filiera del pollo allevato all’aperto senza antibiotici, ha esteso l’uso della blockchain anche al settore delle arance e dei limoni di Sicilia. “Infine, esemplare è il caso di Walmart, in cui la tracciabilità dei prodotti vegetali è diventato fondamentale negli Stati Uniti dopo che si è scoperto che il batterio della E-Coli si poteva diffondere a livello epidemico anche tramite verdure a foglia come la lattuga”.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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