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Scatto da Formula 1 per i fondi immobiliari | WeWealth

Scatto da Formula 1 per i fondi immobiliari

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In 20 anni il patrimonio investito ha raggiunto 100 miliardi di euro. Nel 2020 si è registrata una crescita del 9,5%. E le previsioni per l'anno in corso sono di un ulteriore incremento del 5%

Il mercato dei fondi immobiliari ha realizzato in 20 anni di vita una crescita robusta. Recentemente il peso di residenziale e logistica è in aumento nei portafogli, a scapito di uffici e commerciale

Il numero dei fondi attivi in Italia è attualmente di 535 unità. Si sale a quota 1.800 per l’Europa, a fronte di un patrimonio netto di circa 760 miliardi

Dopo le criticità emerse nella fase iniziale, il mercato si è fatto più maturo. Si apre il dibattito sull’opportunità di aprire nuovamente l’accesso anche agli investitori retail

Nel 2020, nonostante la pandemia, i fondi immobiliari italiani ed europei hanno continuato a crescere. Nel 38° rapporto 2021 su “I fondi immobiliari in Italia e all'estero”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei, è emerso che in Europa sono operativi circa 1.800 fondi immobiliari (di cui 535 in Italia) con un patrimonio netto di circa 760 miliardi di euro, in crescita del 3,8% nell'ultimo anno e con prospettive di chiudere il 2021 oltre quota 800 miliardi di euro.
In questo scenario, in cui a dominare la classifica dei Paesi europei sono la Germania (al 1° posto) e la Francia (2°), l'Italia è riuscita a conquistare la terza posizione, superando la Gran Bretagna.   Nel nostro Paese, il patrimonio immobiliare detenuto direttamente dai 535 fondi attivi ha superato quota 100 miliardi, con un incremento del 9,5% rispetto al 2019. E le previsioni per il 2021 sono di un ulteriore aumento di circa il 5%.
Si tratta di un patrimonio immobiliare che, alla fine dello scorso anno, era costituito da circa 10mila immobili con una superficie complessiva di 38,7 milioni di mq. Solo l'anno prima, invece, i fondi erano 505 con un patrimonio di circa 9.900 immobili e una superficie complessiva di 38 milioni di mq.

Quella dei fondi immobiliari italiani è stata “una crescita 'da Formula 1': da zero a 100 in meno di vent'anni”, ha dichiarato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, spiegando che questo traguardo è stato raggiunto con due anni di anticipo. “La raccolta è stata di quasi sette miliardi nel 2020 e di 30 miliardi nell'ultimo quinquennio”, ha proseguito Breglia, che ha parlato di un prodotto flessibile, trasparente e capace di dare soddisfazione agli investitori. “È un peccato che non si sia seguita la strada dei fondi francesi per continuare a offrire fondi anche ai piccoli investitori, dopo la stagione iniziale”, ha aggiunto Breglia, richiamando la mente al deludente andamento dei fondi immobiliari quotati in Italia di qualche anno fa.

Potrebbe essere il momento di ritornare sul mercato?
“Quando è cominciato tutto, eravamo un'industria molto giovane e inesperta.  Sicuramente sono stati fatti degli errori enormi, ma sarebbe ora che qualcuno cominciasse a ripensare a uno strumento (il fondo) per la clientela retail perché credo che il mercato sia abbastanza maturo da questo punto di vista”, ha risposto Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari.
Nonostante i fondi italiani siano molti (perché in Italia, ricordiamolo, ci sono 535 fondi su circa 1800 europei), il valore medio del veicolo italiano è tendenzialmente abbastanza alto rispetto alla media Europea. “Infatti, i primi 20 fondi italiani sono tutti più alti, cioè il più piccolo fondo che viene inserito nell'elenco ha un valore medio di 317 milioni a fronte di una media di circa 180”, ha proseguito Zirnstein.

L'asset allocation globale è sostanzialmente stabile. Sono aumentati il residenziale e la logistica, in lieve contrazione gli uffici, mentre è più evidente la battuta d'arresto del commerciale poco resiliente a un contesto di mercato in rapido e incerto divenire.

“Nel 2020, gli acquisti sono stati pari a 4,3 miliardi, in contrazione di oltre il 40% rispetto al 2019, a fronte di 3,2 miliardi di euro di dismissioni, +14,3%”, ha detto Zirnstein, che poi ha concluso dicendo: “In particolare, nell'ambito delle acquisizioni è aumentato l'interesse per il settore degli uffici, le asset class alternative e il peso delle operazioni di sviluppo. Le dismissioni hanno riguardato, invece, soprattutto il comparto degli uffici, mentre gli immobili residenziali ceduti sono risultato la metà rispetto al 2019”.

(Articolo tratto dal magazine di settembre)
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La mappa dei fondi italiani - Fonte: Scenari Immobiliari
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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