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Qual è il paese che ha più riserve d'oro al mondo? Italia sul podio | WeWealth

Qual è il paese che ha più riserve d'oro al mondo? Italia sul podio

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Tonnellate d'oro riempiono le casse delle banche centrali degli Stati. L'Italia ne conta 2.452: più delle riserve d'oro di Francia, Russia e Cina

L'Italia ha un patrimonio di 2.451,8 tonnellate di oro, il cui valore alla quotazione del 5 febbraio 2024, ammonterebbe a 148,22 miliardi di euro.

La potenza economica di un Paese non è direttamente collegata alla ricchezza delle sue riserve auree comunque. Tanto che l'Italia, pur essendo solo ottava in termini di Pil nella classifica globale, può vantare il terzo posto in termini di riserve auree

L'oro, nei caveau delle banche centrali, è tutt'altro che superato. Nonostante i suoi limiti (non paga interessi, metterlo al sicuro è costoso, occupa spazio) la credibilità del suo valore in ogni scenario rende il metallo giallo ancora di grande valore; in particolare, nei momenti di sfiducia. Nell'intero 2023, ha riportato il World Gold Council, le banche centrali hanno acquistato 1,037 tonnellate di oro – un volume d'acquisto inferiore di poco al record toccato nel 2022 (1.082 tonnellate). 


La banca centrale della Cina è stata quella più attiva, con 224 tonnellate d'oro acquistate nel 2023. Per numerosi Paesi al di fuori dal gruppo occidentale l'acquisizione di riserve in oro è parte di un processo di riduzione delle riserve detenute in dollari, un processo in atto ormai da diverso tempo. .


Nel 2023 la gran parte degli acquisti sono arrivati da quattro banche centrali: quelle di Cina, Polonia (130 tonnellate), Singapore (76) e Libia (30). Nel solo quarto trimestre, però, il grosso degli acquisti è stato effettuato dalla banca centrale turca con 61 tonnellate. Le ragioni per le quali la domanda di oro delle banche centrali aumenta possono essere numerose. Generalmente, una banca centrale con riserve auree cospicue viene considerata più capace di governare il valore della moneta nazionale  in caso di emergenza.


La classifica dei Paesi con più riserve d'oro

La potenza economica di un Paese non è direttamente collegata alla ricchezza delle sue riserve auree. L'Italia, pur essendo solo ottava in termini di Pil nella classifica globale, può "vantare" il terzo posto in termini di riserve auree della sua banca centrale, se si escludono quelle del Fondo monetario internazionale (che non è un Paese, ma un'istituzione internazionale).


Nella classifica aggiornata delle riserve auree, continuano a dominare gli Stati Uniti. Seguono con notevole distacco Germania e Italia. 

Quest'ultima ha un patrimonio di 2.451,8 tonnellate di oro, il cui valore alla quotazione del 5 febbraio 2024, ammonterebbe a 148,22 miliardi di euro miliardi di euro. 




A paragone con la ricchezza netta degli uomini più facoltosi del pianeta, il valore delle riserve auree italiane si troverebbe al quinto posto dietro Elon Musk, Jeff Bezos, Bernard Arnault e Mark Zuckerberg (secondo i dati Bloomberg aggiornati al 5 febbraio 2024). 


Per fare un altro confronto, se fosse legalmente possibile farlo, vendere oggi un decimo delle riserve auree della Banca d'Italia consentirebbe di finanziare quasi tutto il costo previsto per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina (13,5 miliardi di euro secondo l'ultimo aggiornamento).


Alcuni Paesi, poi, nonostante abbiano un Pil notevolmente superiore a quello dell'Italia posseggono riserve auree nettamente più scarse. L'esempio più evidente è quello del Giappone, che vanta un Pil più che doppio rispetto a quello italiano (nel 2021 era superiore di 2,3 volte), ma riserve auree che sono pari a poco più di un terzo di quelle della Banca d'Italia.


Un aspetto da considerare sulle riserve auree è che non tutte si trovano fisicamente nel Paese “proprietario”. Ad esempio, il 55% dell'oro della Banca d'Italia si trova depositato presso banche centrali altri Paesi: in particolare, Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito, ricordava l'Osservatorio dei Conti Pubblici dell'Università Cattolica. Una scelta di convenienza per diversificare i rischi e minimizzare i costi di trasporto, facilitando eventuali vendite all'estero.

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Oro, quale utilizzo ha per le banche centrali

Potrebbe sembrare fuori dal tempo che in un mondo di denaro smaterializzato, senza neanche arrivare alle criptovalute, gli Stati si diano pena ad acquistare e accumulare oro. Che cos'ha di speciale rispetto alle valute più credibili come il dollaro, la sterlina, l'euro, lo yen o il franco svizzero? E' la stessa Banca d'Italia a fornire alcune risposte sul perché l'oro resti ancora un valore importante. “Le riserve auree hanno lo scopo di accrescere la fiducia nella stabilità del sistema finanziario italiano e della moneta unica”, scrive Palazzo Koch, “questa funzione diventa ancora più importante quando le condizioni geopolitiche o la situazione economica internazionale potrebbero mettere i mercati finanziari a rischio, come nel caso di una crisi valutaria o finanziaria”.


“Le riserve auree fanno parte delle riserve ufficiali in valuta estera dell'Italia e costituiscono una garanzia per la Banca d'Italia nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche... L'oro non comporta alcun rischio di solvibilità perché non è "emesso" da un'autorità (come un governo o una banca centrale)”, ha aggiunto Bankitalia, “grazie alle caratteristiche e alle funzioni dell'oro, le banche centrali lo utilizzano per diversi scopi: lo comprano e lo vendono per motivi finanziari o per aggiustare il livello delle riserve; lo depositano per ottenere un reddito e lo usano come garanzia per ottenere prestiti”.

Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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