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Criteri esg, Esma: “Troppe divergenze tra le agenzie di rating” | WeWealth

Criteri esg, Esma: “Troppe divergenze tra le agenzie di rating”

Rita Annunziata
14.2.2022
Tempo di lettura: 5'
Una recente analisi dell'Esma rivela come esistano ancora “troppe divergenze” rispetto ai criteri esg adottati dalle agenzie di rating

Nel luglio 2019 l’Esma ha introdotto delle linee guida sul modo in cui le considerazioni delle agenzie di rating sulle questioni esg vengono divulgate all’interno dei loro comunicati stampa. Poi entrate in vigore il 30 marzo 2020

L’Autorità ha calcolato un “punteggio esg” definito come la percentuale di parole esg presenti nei comunicati stampa, registrando un incremento di circa il 60% rispetto al periodo precedente all’introduzione delle linee guida

Negli ultimi anni le agenzie di rating, ancorandosi al trend di mercato, hanno tentato di soddisfare il crescente interesse degli investitori nei confronti di tutto ciò che è “verde” puntando sulla trasparenza. Ma secondo una recente analisi dell'Esma, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, ci sono ancora troppe divergenze rispetto ai criteri adottati nella divulgazione delle informazioni ambientali, sociali e di buona governance. Un'evidenza “piuttosto sorprendente” e che lascerebbe spazio a “ulteriori miglioramenti”.
Come ricordato nella nota, per garantire un certo livello di trasparenza agli investitori, nel mese di luglio del 2019 l'Esma ha introdotto delle linee guida sul modo in cui le considerazioni delle agenzie di rating sulle questioni esg (environmental, social, governance) vengono divulgate all'interno dei loro comunicati stampa, che hanno trovato poi applicazione a partire dal 30 marzo 2020. Analizzando un set di oltre 64mila documenti, pubblicati dalle agenzie di rating tra il 1° gennaio 2019 e il 30 dicembre 2020, l'Esma ha rilevato che il livello generale della divulgazione esg è migliorata dall'introduzione delle linee guida. Ma l'entità delle informazioni esg differisce in modo significativo tra le agenzie di rating, specie quando si tratta di tematiche ambientali.
Nel dettaglio, l'Esma ha calcolato un “punteggio esg” definito come la percentuale di parole esg presenti nei comunicati stampa, registrando un incremento di circa il 60% rispetto al periodo precedente all'introduzione delle linee guida. Un aumento che riguarderebbe principalmente tematiche ambientali e sociali piuttosto che di governance. “La tendenza al rialzo del punteggio esg nei nove mesi precedenti rispetto ad aprile 2020 risulta probabilmente legata al fatto che le linee guida sono state annunciate il 19 luglio 2019, il che ha concesso alle agenzie di rating il tempo necessario ad adattare i propri processi prima della loro entrata in vigore”, precisa il rapporto.

Un altro aspetto da considerare, però, è che solo il 25% dei comunicati stampa contiene sei o più parole esg. E un numero ancora più contenuto, appena l'11%, conteneva una discussione significativa sulle tematiche ambientali. Anche se, precisa l'Esma, l'ampia quota di valutazioni con considerazioni sociali dopo marzo 2020 risulta in parte legata al diffondersi del covid-19. Infine, ci sono alcune parole o espressioni la cui citazione nei comunicati stampa ha subito un incremento nel periodo successivo all'applicazione delle linee guida, come “diversità”, “dignità”, “energia pulita”, “solare”, “leadership”, “trasporti puliti” e “benessere”.

Ciononostante, come anticipato in apertura, secondo l'agenzia resta un ampio margine di miglioramento. Le divergenze riscontrate tra le agenzie di rating vengono definite infatti “piuttosto sorprendenti” e gli investitori, si legge nel rapporto, potrebbero beneficiare di una “maggiore trasparenza” in questo campo. Bisogna ricordare che le agenzie di rating non possono essere obbligate a considerare i fattori esg nelle loro metodologie. Ma, in linea con la strategia della Commissione europea per finanziare la transizione a un'economia sostenibile, l'Esma sta pianificando ulteriori interventi nel 2022 su questo fronte e condividerà i suoi risultati con la Commissione stessa. Inoltre, continuerà a collaborare con le agenzie di rating al fine di comprendere i fattori alla base dell'eterogeneità osservata e garantire che le linee guida siano attuate in modo coerente.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.
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